Sandro Medici, 1991. Il direttore de "il manifesto" al Tg3 notte del 14 febbraio
Dodany: Feb 8, 2012
Od: pc47tv
Czas: 2:53
Serata condotta da Italo Moretti, presente in studio anche Paolo Garimberti di Repubblica. Moretti - ... Sono state diffuse poche immagini da Bagdad, che noi abbiamo trasmesso facendole accompagnare - anche per la cortesia del vostro giornale - da un breve racconto del vostro inviato [Stefano Chiarini] che è in questo momento a Bagdad. Immagini di giubilo nelle strade di Bagdad. Dalle poche testimonianze si era saputo, si era capito che la gente era stremata. C'era stata poi la strage drammatica del rifugio, un centinaio di morti, quindi tu ritieni che in qualche misura all'origine di questo - oltre non possiamo andare, lo sapremo in queste ore cosa stia accadendo all'interno del Palazzo di Bagdad - ma ritieni che in qualche modo lo stato d'animo della popolazione irachena sia un fattore di cui la dirigenza stia tenendo conto, o no? L'alto prezzo che stanno pagando, gli inermi, gli innocenti... 01:07 Medici - Beh, vedi, sicuramente quelle immagini anche a me hanno dato questa grande impressione. Erano immagini di giubilo, di contentezza, ma perfino di sollievo. Ci sono immagini analoghe che vengono da Tel Aviv, in Israele, dove si vedono dei ragazzi che sentono alla radio questo messaggio di Radio Bagdad e anche loro ridono. Bene, per la prima volta mi sembra che, da quando è cominciata questa tremenda guerra, si vede qualcosa di diverso. Quindi è vero quello che dici: fanno impressione queste immagini. Però, dico subito che vengono contraddette da una sciagurata reattività da parte di chi invece in questo momento avrebbe non solo il dovere ma la forza di reagire in modo diverso. Tu prima parlavi di una grande novità, anche [Paolo] Mieli [direttore de La Stampa, in collegamento da Torino] spiegava che è una giornata importante, comincia la trattativa, forse. È vero; ma non lo è, secondo me, per la reazione che c'è stata da parte del campo occidentale. Io ho provato indignazione nel sentire queste parole del signor Bush, una vera indignazione. Perché questo comunicato di Radio Bagdad una casa la dice: dice che c'è disponibilità a ritirarsi dal Kuwait, c'è un'accettazione della risoluzione dell'Onu. E questa grande coalizione, che è capace... questi signori della guerra, che sono capaci di fare quello che stanno facendo in Iraq, non hanno la forza di andare a vedere questo tipo di offerta. Questa è la situazione. E non mi sembra una buona giornata. Garimberti - C'è una disponibilità a discutere, però, attenzione! Non mi sembra che Bush ce l'abbia questa disponibilità a discutere, caro Garimberti.
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